Regione Lombardia

Il compostaggio

Ultima modifica 19 marzo 2019

Guida al compostaggio domestico

Cosa compostare?
Le materie prime per la produzione del terriccio compostato sono tutti gli scarti, residui e avanzi di tipo organico, biodegradabili, ovvero aggredibili dai microbi. Vanno invece evitati i rifiuti di origine sintetica o comunque non biodegradabili, o ancora contaminati da sostanze non "naturali" quindi:


LE 6 REGOLE D'ORO DEL COMPOSTAGGIO

1) Il luogo adatto:
La collocazione ottimale della "zona cumulo" nell’orto e nel giardino è in un luogo praticabile tutto l’anno (senza ristagni e fango invernale: ottima l’idea di preparare un sentierino con del legno sminuzzato); vi deve essere la vicinanza di una fonte di acqua, o la possibilità di addurla con una canna. Il cumulo va posto all’ombra: l’ideale sarebbe all’ombra di alberi che in inverno perdono le foglie, in modo che in estate il sole non essichi eccessivamente il materiale, mentre in inverno i tiepidi raggi solari accellerino le reazioni biologiche

2) La miscela ideale:
La miscela ideale di materiali organici da compostare serve:
- a fornire in modo equilibrato tutti gli elementi necessari all’attività microbica;
- a raggiungere l’umidità ottimale;
- a garantire la porosità necessaria ad un sufficiente ricambio dell’aria.

3) La forma e la dimensione del cumulo:
Dopo una fase di stoccaggio iniziale, che ha lo scopo di raccogliere il materiale da compostare e miscelarlo, si deve costituire il cumulo di materiale pronto per il compostaggio. La dimensione da fornire al cumulo tiene conto anzitutto della quantità di scarti a disposizione e dell'opportunità di non stoccarli per periodi eccessivamente lunghi. Per compostare anche scarti che necessitano di igienizzazione (parti di pianta ammalata, lettiere degli animali domestici) è bene ricordare che un consistente aumento di temperatura della massa si ha solo laddove le dimensioni del cumulo consentano di trattenere il calore prodotto dalle attività microbiche. In tal caso, la sezione minima del cumulo che consente di raggiungere la temperatura sufficiente ad una buona igienizzazione (55° - 65° C) è di 1m x 1m, con lunghezza determinata dalla quantità di materiale a disposizione.
Ebbene, un modo semplice per garantire un buon equilibrio è quello di miscelare sempre gli scarti più umidi con quelli meno umidi. In questo modo si mescolano gli scarti ad alta umidità e più azotati (sfalci, scarti di cucina, polline) e scarti a bassa umidità e più carboniosi (legno, paglia), che garantiscono anche una buona porosità.

4) Il controllo dell’umidità:
Per controllare la giusta umidità un sistema empirico, ma molto pratico, è la così detta "prova del pugno": si prende una manciata di materiale da compostare e la si stringe nel pugno, il materiale così schiacciato non deve gocciolare, ma solo lasciare inumidito il palmo della mano.
La giusta umidità si ottiene e mantiene:
- mediante una equilibrata miscelazione degli scarti;
- dando la conformazione appropriata al cumulo;
- garantendo la porosità necessaria allo sgrondo ed al drenaggio dell’umidità in eccesso (alla base del cumulo mettere uno strato di 10/15 cm di materiale legnoso che eviti il ristagno dell’acqua);
- eventualmente coprendo il cumulo con materiali impermeabili in periodi piovosi (vanno benissino gli ondulati): tenete però i fianchi liberi per permettere l’ingresso dell’ossigeno;
- innaffiando se necessario.

5) L’ossigeno garantito dall’aria:
Il consumo di ossigeno è, soprattutto nella prima fase, più veloce dell’ingresso di nuova aria dall’esterno dagli interstizi presenti nel cumulo. Quello presente nel materiale si esaurisce dunque rapidamente e va integrato rivoltando il materiale per permettere il ricambio.

6) La temperatura guida i rivoltamenti:
Per controllare la temperatura basta usare il termometro. La temperatura del cumulo che si sta compostando dovrebbe crescere e diminuire in continuazione. Come mai? Inizialmente l’attività microbica, determinata dall’abbondanza di ossigeno, porta all’innalzamento della temperatura, mentre, quando l’ossigeno comincia a scarseggiare, la diminuzione dell’attività microbica implica un abbassamento della temperatura. Quando si rivolta il materiale, rifornendo l’ossigeno necessario alla ulteriore degradazione, si determina un nuovo innalzamento della temperatura.
Il ciclo riscaldamento/raffreddamento/rivoltamento si riproduce più volte, con "picchi" di temperatura sempre inferiori, sinchè dopo l’ennesimo rivoltamento la temperatura del cumulo non si innalza più in modo sensibile rispetto a quella atmosferica: a questo punto, la sostanza organica è ben degradata e il compost è "stabile". L’attrezzo che permette una più agevole gestione del rivoltamento è il forcone: con il forcone infatti si riesce anche a "disfare" gli agglomerati di materiale che si fossero compattati, in modo che abbiano modo di ossigenarsi bene.

Ricordiamo una cosa fondamentale:
Il processo di compostaggio avviene in presenza di ossigeno, in contatto con l’aria: questa è la principale garanzia di una buona trasformazione e della mancanza di cattivi odori.

Come assicurare dunque l’ossigeno necessario?
In due modi:
- non comprimere il materiale, sfruttare la sua porosità, che renda possibile il ricambio spontaneo di aria atmosferica ricca di ossigeno al posto dell’aria esausta (in cui cioè l’ossigeno è stato consumato);
- rivoltare periodicamente il materiale in modo da facilitare tale ricambio. Minore è la porosità del materiale (quando cioè vi è poco materiale di "struttura", quale legno più o meno sminuzzato, paglia, foglie secche coriacee, cartone lacerato) più frequenti saranno i rivoltamenti, e viceversa.

TANTI MODI DI COMPOSTARE

IL CUMULO CONTINUO
Nel caso in cui la disponibilità di materiale di scarto sia costante ma di scarsa entità, è opportuna l’adozione di questa tecnica di compostaggio. Si tratta di allestire il cumulo non in un'unica soluzione ma aggiungendo lo scarto già miscelato sul fianco posteriore (poco inclinato) del cumulo che via via viene a formarsi. Così facendo il cumulo non viene formato in una sola volta bensì in fasi successive che prevedono la formazione di un piccolo cumulo ed in seguito, ogni una o due settimane, l’aggiunta del materiale di scarto a disposizione. I rivoltamenti per l’arieggiamento della massa vanno organizzati avendo l’accortezza di seguire le esigenze del materiale "fresco"; dato il diverso grado di maturazione raggiunto dal materiale in cumulo, la rimozione del compost deve essere effettuata seguendo la direzione contraria rispetto a quella di crescita del cumulo.

VANTAGGI: possibilità di evitare grossi accumuli di scarti.
PROBLEMI:  il materiale "fresco", in decomposizione attiva, è sempre poco, sicchè la temperatura non si innalza in genere a sufficienza per l’igienizzazione.
CONSIGLI PRATICI: si può tentare di risolvere il problema dell’igienizzazione coprendo l’estremità fresca con materiale coibentante (paglia, foglie) e, se la temperatura rilevata non raggiunge comunque almeno i 55° C, ci si limiti a scarti senza esigenza di igienizzazione.

I COMPOSTER
I composter sono contenitori di forme (cilindrica, troncoconica, a sezione esagonale ecc.), e volumi variabili (generalmente da 200 a 1000 litri) in cui lo scarto organico viene caricato dall’alto e sottoposto ad un processo di compostaggio dell’ossigeno e il grado di isolamento termico differenzia le tipologie costruttive più diffuse: alcune prevedono una fessurazione nella parte bassa delle pareti laterali, altre fessure regolabili accoppiate al sistema di copertura: alcuni composter recano una serie di costolature sporgenti dalle pareti interne, per tenere distanziato lo scarto e permettere il passaggio dell’aria tra questo e le pareti; qualche soluzione tecnologica prevede la doppia parete allo scopo di permettere l’isolamento termico della massa in compostaggio.

VANTAGGI: occultamento visivo del materiale se necessario in situazioni particolari (piccoli giardini, presenza di animali in cortile); indipendenza dalle condizioni atmosferiche; possibilità di ottenere una buona igienizzazione, soprattutto se il composter è coibentato, anche con pochi scarti o in stagioni molto fredde.
PROBLEMI:  difficile l’aerazione mediante rivoltamento soprattutto se il composter non è apribile sul lato.
CONSIGLI PRATICI:  si consiglia di gestire il carico del composter in modo tale che la massa di scarto mantenga una buona porosità per evitare fenomeni putrefattivi che generebbero sostanze maleodoranti; nel caso compostaggio in contenitore risultano infatti essere generalmente problematici i rivoltamenti periodici della massa, soprattutto nel caso che il composter non sia apribile su almeno un lato; una soluzione potrebbe essere adottata posizionando alla base del composter delle fascine di legno che permettono un flusso di aria, dalle fessure o dal fondo forato, all’interno del composter. Alcune soluzioni tecnologiche interessanti prevedono la costruzione di composter dotati di un cassone forato rotante per favorire l’aerazione della massa e per migliorare la miscelazione del materiale posto all’interno; questo permette una agevole gestione dei rivoltamenti.

COMPOSTAGGIO IN SUPERFICIE
Invece di essere compostale in cumulo, le materie organiche possono subire una degradazione sul luogo di impiego. Le materie prime (residui della raccolta o della pulizia degli ortaggi, foglie) possono essere lasciate sul posto e/o interrate in uno strato molto superficiale di terreno (5-10cm). I residui organici devono essere interrati meccanicamente con una zappetta (ottenendo anche la lacerazione dei materiali) avendo l’accortezza di non approfondire molto l’interramento e di evitare di interrare ingenti quantità di scarto organico; in caso contrario, soprattutto in terreni argillosi, le materie organiche andrebbero soggette a putrefazione (assenza di ossigeno) e non a compostaggio,, provocando la mancata stabilizzazione dello scarto e la depressione della fertilità biologica del suolo. Si raccomanda di attendere un certo lasso di tempo prima della semina o del trapianto della coltivazione, per permettere al suolo di digerire bene gli scarti. L’intervallo dipenderà da alcune condizioni ambientali e sarà tanto minore quanto più la temperatura del suolo è alta (15/20 gg. In estate, 20/30 in inverno) e la quantità degli scarti organici interrati è bassa.

VANTAGGI: l’umificazione avviene a livello del suolo premettendo il pieno coinvolgimento delle particelle minerali.
PROBLEMI:  l’igienizzazione è totalmente assente, è più difficile garantire la composizione dello scarto più adatta alla corretta trasformazione.
CONSIGLI PRATICI:   evitare l’aggiunta di scarti "problematici" e soprattutto i residui di piante malate che, data la non avvenuta igienizzazione, favorirebbero la permanenza e la diffusione di patologie dannosi alle colture. Su scarti ad alto CIN dare una integrazione azotata (315 kg di concime azotato ogni 100 kg di scarto legnoso o paglioso).

La domanda per la riduzione della TARES per chi effettua il compostaggio domestico deve essere presentata entro il 31 GENNAIO dell'anno in corso all'Ufficio Relazioni con il Pubblico o all'Ufficio Tributi, per gli anni successivi sarà sufficiente apposita dichiarazione con la quale si attesta la volontà di voler proseguire a praticare il compostaggio domestico.